DIAMANTIFICAZIONE DEL DEFUNTO

Pubblicato: settembre 21, 2016 in Uncategorized
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di Giusy Cantone
Sapevate che anche nel nostro paese,  in alternativa alla più tradizionale pratica della sepoltura, potreste optare per la “Diamantificazione”, cioè la trasformazione delle ceneri di una persona cara in un diamante? Proprio così. Un diamante è per sempre. È la scelta di un pegno d’amore è eterno, quindi  perché non renderlo tale oltre la vita? 

L’idea è venuta allo svizzero Rinaldo Willy che nel 2004 ha fondato a Domant, nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, la  prima società al mondo del “Ricordo”,  l'”Algordanza”, oggi con rappresentanza legale anche a Roma, che si occupa del complesso processo di trasformazione delle ceneri del defunto in “Diamanti della Memoria”. C’è da dire che in realtà, già a fine ‘700 il francese Antoine Lavoisier aveva tentato la trasformazione della grafite in diamante ma la mancanza dei 2.000 gradi e delle 65.000 atmosfere necessarie al processo, impedirono la sperimentazione. Tre secoli dopo Willy, con l’aiuto della tecnologia superò gli ostacali e diede avvio al processo di diamantificazione.  Così le ceneri del cremato,  trattate con particolari agenti chimici allo scopo di estrarre il carbonio contenuto e sottoporlo poi ad altissime temperature per convertirlo in grafite, a sua volta raccolta e inserita in un macchinario a una pressione di 60.000 bar e a una temperatura di oltre 2.000 gradi, e tramutarla in un diamante grezzo che verrà poi tagliato e modellato secondo richiesta. Per produrre un diamante servono appena 2gr di carbonio e il processo può avere una durata che va da alcune settimane a sei mesi. Le dimensioni del diamante dipendono prima di tutto dalla quantità e dalla purezza delle ceneri, e poi dal tempo in cui la grafite è stata sottoposta alle altissime temperature per essere trasformata in diamante.

Solitamente la pietra è di colore blu a causa della quantità di boro presente, naturalmente, nel corpo umano, anche se alcune ceneri tendono a cambiare tonalità e virare dal bianco al nero. In caso, per esempio, di corpi soggetti a composti chimici della chemioterapia il diamante può assumere tonalità che vanno dall’azzurro chiaro al bianco purissimo. E per gli appassionati di questa pietra preziosa   Willy ha confermato che i “Diamanti della Memoria”, anche se frutto di un processo artificiale, non differiscono affatto da quelli naturali poiché possiedono le stesse proprietà chimiche e fisiche. La sola differenza, ad oggi, non è l’unicità del prezioso, valida in entrambi i casi, ma il fatto che quelli naturali hanno un valore maggiore di mercato in quanto pure commercializzati.

Ma quanto costa la “diamantificazione del defunto”? Udite bene, il prezzo del procedimento varia dai 3.600 ai 16.000 euro a seconda della grandezza del “diamante”. E poi, a Voi la  scelta di incastonarlo su anelli o collane. D’ora in avanti, consiglio sempre di richiedere uno screening chimico della pietra prima di procedere a un regalo per la vostra amata. Eviterete di incorrere in un acquisto di altra natura. Al mondo i

i giapponesi sono tra i clienti più affezionati a questo processo , non solo, perché il culto degli antenati è molto sentito, ma anche,  perchè da loro  la cremazione è prassi comune. Anche negli Stati Uniti esiste una Società, la LifeGem, che fornisce gli stessi servizi ma solo su mercato americano. In Europa i maggiori clienti di Algordanza sono tedeschi, austriaci e spagnoli.

In Italia la Diamantizzazione ha fatto il suo esordio nel 2010 specie nel Nord, anche se al momento non esiste alcuna agenzia in grado di procedere direttamente al processo; pertanto bisogna che il Comune di residenza rilasci un passaporto mortuario  che consenta  il trasferimento dell’urna in Svizzera. Nessuna certezza di espansione, quindi,  nel Bel Paese, a causa, sicuramente, del costo eccessivo e della praticata credenza della sepoltura. Ma c’è chi, mette già mani avanti, e, avanza  ipotesi di vilipendio di cadavere. Chissà se la società moderna coglierà questa rivoluzione ideologica.  Se così fosse in un prossimo futuro spariranno i cimiteri e quello che era il simbolo dell’amore, dell’impegno , “il solitario”,  diverrà, invece, corrispondenza amorosa tra estinto e parente. 

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